“Quei giorni a Bucarest” – Recensione libro.

Trama:

Bucarest, 1992.

Rivelarsi gay in Romania nel 1992 è pericoloso. Ne fanno le spese due ragazzi: il primo è Nicu, uno studente della Facoltà di Giornalismo che collabora pure con la rivista Jurnal Universitar; il secondo è Gabriel, un liceale diciassettenne, aspirante attore di teatro con una passione spasmodica per la fotografia. Un giorno, in redazione dove Nicu lavora, arriva la notizia che un gruppo di studenti liceali vuol mettere in scena l’adattamento teatrale di “Dichiarazione d’amore”, un film di culto per i giovani romeni degli anni Ottanta, epoca in cui il regime comunista, sotto la guida di Ceausescu, sembrava ancora saldo. Appena Nicu entra nella palestra del liceo “lon Neculce“, dove si stanno svolgendo le prove, Nicu è immediatamente colpito e affascinato dall’attore protagonista, il diciassettenne Gabriel.

“…il ciuffo di Gabriel brilla di un nero lucido e gli occhi verdi hanno riflessi d’oro che incantano. Difficile essere più belli di così, soprattutto a Bucarest, dove un tratto delicato si combina sempre con denti storti, orecchie lunghe e sopracciglia troppo folte.”


Figlio di un importante architetto e professore universitario, lui è abituato, per la sua straordinaria bellezza, a sedurre chiunque. Gabriel è a sua volta attratto da Nicu, il quale in seguito sarà travolto e ricambiato dall’amore. Ma nella Romania di quegli anni l’amore tra due ragazzi non può avere vita facile.

Se Gabriel vive la relazione con Nicu a metà tra l’incoscienza giovanile e il terrore che possa essere scoperto dalla famiglia, soprattutto dal fratello militare David, che in seguito nel romanzo lo definirà “frocio schifoso” dopo aver infierito su di lui e su Nicu dopo averli sorpresi insieme, e nemmeno il padre intellettuale, professore universitario, saprà accettare la relazione del figlio perché “l’odio per i froci è come il tifo per la nazionale di calcio, come la bandiera, unisce tutti”, e dagli amici;

Nicu si fa forte della relazione con il ricco imprenditore italiano Vittorio, che ama Nicu e al quale promette di portarlo in Italia, a Padova, appena possibile per farlo andare via dalla Romania, ma che accetta in seguito di restargli amico quando capisce che questi è perdutamente innamorato di Gabriel.

Dopo vari avvenimenti, sarà proprio Vittorio ad aiutare Nicu ad organizzare per Gabriel una mostra fotografica a Parigi e a dare così la possibilità ai due rumeni di un riscatto e di una vita serena in un paese più accogliente nei confronti degli omosessuali, la Francia (Parigi).


Autore

È Stefan B. Rusu, autore romeno, a scrivere questo romanzo coinvolgente e a tratti commovente, con un felice finale a sorpresa, tuttavia alquanto idilliaco, che ha ambientato il suo racconto a Bucarest proprio nel periodo in cui aveva la stessa età di Gabriel. Ha svolto gli studi universitari a Bucarest e si è specializzato in Italia. Attualmente vive a lavora a Padova.


Commento

Il romanzo è un libro di formazione indirizzato prevalentemente a ragazzi (ma non solo!) e tratta diverse tematiche come quella dell’omosessualità e della vita nella Romania degli anni ‘90, e in particolar modo della vita dei giovani omosessuali in questo paese, che vede l’omosessualità illegale e immorale, dando come unica possibilità la fuga dal paese.

Il romanzo è breve ma molto bello, coinvolgente e a tratti commovente, e ogni capitolo letto ti invoglia a continuare a leggere lasciandoti dentro una forte curiosità per ogni pagina non ancora letta, costringendoti a leggerlo tutto d’un fiato! Si crea sin da subito una forte empatia col protagonista e con i luoghi, catapultandoti nella storia già dopo le prime pagine. Mi è piaciuta molto la scrittura, che ho trovato sobria ed elegante, mai prepotente. Una lettura davvero piacevole e scorrevole. Mi è dispiaciuto arrivare alla fine.

Il finale a sorpresa corona pagine a tratti avvincenti. Ogni concetto, ogni frase non è scritta a caso, ma fa parte di un disegno molto preciso. La storia, magari non originalissima, basata sul contrasto tra una realtà (socioeconomica) difficile e le speranze e le ambizioni dei giovani protagonisti, è ruvida come i termini che spesso descrivono persone e situazioni. Alla fine della lettura ci si ritrovera sicuramente arricchiti dal punto di vista emotivo e intellettuale.

Bucarest

Il quadro rappresentato in ‘Quei giorni a Bucarest’ ci restituisce sì un paese in cui lo spirito di forte identità nazionale prevale sulle libertà individuali, ma l’appassionata storia dei due giovani è anche la dimostrazione che l’amore sfida e supera tutti gli ostacoli. Questo paese, la Romania, e la sua capitale Bucarest, come anche coloro che la abitano, sono raccontati con grande delicatezza e maestria dentro la loro quotidianità e alcune volte ci si ritrova in una Bucarest in macerie e piena di pregiudizi.

cover vinile di “Mourir d’Aimer”

Inoltre in questo romanzo viene citato un brano in una delle scene a mio parer più belle e delicate, quella in cui Nicu e Gabriel si concedono l’un l’altro; dopo aver concluso Gabriel fa vedere a Nicu in successione una serie di foto scattate da lui alla gente, di nascosto, e in sottofondo viene messo il brano “Mourir d’Aimer” di Charles Aznavour, nome d’arte dell’armeno Chahnourh Varinag Aznavourian, scomparso nell’ottobre del 2018.




“Those days in Bucarest”
-book review.

*Discalimer*: This book has not been translated yet, so not even published. The book title is my personal literal translation. Said that, I hope you could enjoy this book the same way as i did it.

Plot:

Bucharest, 1992.

Italian book cover

Coming out of the closet in 1992 Rumania it’s risky. Those who are playing the price are two young boys: the first is Nicu, a School of Journalism studentwho cooperates with the ‘Jurnal Universitar’ magazine; the second one is Gabriel, a 17-years-old high school student who aspires to become a theatre actor and who also has the spasmodic passion for photography. One day, in the newsroom where Nicu works, it comes the news that a group of high-schoolers want to stage the dramatic adaptation of “Declaration of Love”, an 80s cult movie for the young Rumanians, time when the Communist regime under the leadership of Ceausescu seemed still strong. As soon as Nicu gets into the “Ion Neculce” high school gym, he is immediately struck by a lighting by the main play’s character, the 17-years-old Gabriel.


“…a lock of Gabriel’s hair shines of a shiny black and his green eyes with gold reflections that charm you. It’s very difficult to be more beautiful than this, overall in Bucharest, where a gentle feature of the face is always combined with crooked teeth, big ears and bushy eyebrows.”

random boys kissing resembling the two lovers in this book.

He’s the son of both an important architect and university professor; he’s used to seduce whoever with his extraordinary beauty. As Nicu, even Gabriel is attracted by him, the one, as a result, will be in love. But in those years’ Rumania, the love story between the two boys is going to struggle.

If Gabriel lives his relationship with Nicu halfway between the youthful recklessness and the terror of being discovered by his family, neither his military brother David, that, following in the novel will define him a “filthy faggot”, later that he went after on him and Nicu when he caught them naked together; and nor Gabriel’s intellectual father and university professor, will accept his son’s gay relationship, by saying: “Hate for fags is like cheering for the national football team, like the national flag, unite us all”, and friends;

random photography exhibition resembling the one in the book

instead, Nicu gets stronger by his relationship with the rich Italian businessman, Vittorio, who loves him and promises him that he’ll take him to Italy, specifically in Padua (where Vittorio comes from), as soon as possible to let him break free from Rumania, but Vittorio is also the one who, later, accepts to be only his friend when he understands that Nicu is deeply in love with Gabriel.

Paris view from Notre Dame de Paris’s Cathedral

After several events, will be Vittorio himself to help Nicu to organize a photography exhibition in Paris for Gabriel; this way Vittorio gives the two Rumanian lovers both the chance for redemption and to live a happy life together in a more welcoming country towards homosexuals, France (Paris).


Author

Stefan B. Rusu is a Rumanian author, who wrote this so addictive and occasionally moving novel, with a surprise happy ending, though rather idyllic, that set is own story in Bucharest, precisely when he had the same age as Gabriel. He has carried out his university studies in Bucharest and he specialized in Italy. Nowadays he lives and works in Padua.


Comment

This novel is a coming-of-age story addressed mostly to teens (but not exclusively!) and it handles various topics, such as homosexuality and the life of the 90s Rumania, particularly the life of young homosexuals in this country which sees homosexuality as something illegal and immoral, and the sole solution is the departure from their native country.

This novel is short, but it’s amazing. It’s so involving and occasionally moving, and every chapter you have read make you want to read more and more, leaving you with a strong curiosity for the remaining unread pages, by “forcing” you to read it in on breath! From the start, it’s like you create a special bond, an empathy, with the main character and the places described in it, by catapulting within the story in the first pages. I really liked the writing, in fact I think it’s plain and stylish, never presumptuous. A really enjoyable and free-flowing read. I just hated finishing to read this story.

The surprise ending crowns occasionally thrilling pages. Every concept, every line isn’t written randomly, but it’s part of a very specific plan. The story, which may not be the most original one and which is based on the contrast between a difficult (socioeconomic) reality, the expectations and the ambitions of the two main characters, is rough as the terms that often describe people and situations. At the end of the reading you surely do find yourself emotionally and intellectually enriched.

Bucharest

The framework depicted in this book, “Those days in Bucharest”, gives us back a country where the spirit of identity prevails over the individual freedoms, but the passionate story of these two lovers is also the proof that love challenges and overcomes all the obstacles. This country, Rumania, and its capital Bucharest, as also those who live there, are depicted with a great sensitivity and mastery within their own daily life, and sometimes we do find ourselves involved in a Bucharest full of prejudices and wreak-age.

Vinil cover of the song

In addition, in this novel is mentioned a song in one of the most poetic and delicate scenes, the one when Nicu and Gabriel give themselves each other; after they have “concluded”, Gabriel shows Nicu a series of photos in succession taken to people secretly by him, and in the back-ground Gabriel plays the song “Mourir d’Aimer” by Charles Aznavour, stage name for the Armenian Chahnourh Varinag Aznavourian, died in October 2018.

Pubblicato da Francesco Rao

Francesco, Roma-Rosarno, 23 anni.

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